Uno spettacolo di Antonio Lovascio

con Franck Provvedi

regia Antonio Lovascio

Lo spettacolo

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Alexandre Marius Jacob: l’anarchico francese che ispirò a Maurice Leblanc il romanzo di Arsenio Lupin.

Ma se Lupin è conosciuto in tutto il Mondo per una serie di fumetti, cartoni animati e film, il suo ispiratore Jacob rimane pressoché sconosciuto. Jacob e la sua banda «I lavoratori della notte» portarono a termine nel giro di appena tre anni, più di mille attacchi alla proprietà privata.

Sintomatiche le motivazioni di questa prassi nella dichiarazione di Jacob alla Corte d’Assise  della Somme durante il processo che ha inizio l’8 marzo 1905 e che si conclude con una condanna a 25 anni di Guyana.

«…la società non mi accordava che tre vie di esistenza: il lavoro, la mendicità, il furto. Il lavoro, lungi dal ripugnarmi, mi piaceva. L’uomo non può fare a meno di lavorare. Quel che mi ha fatto ripugnare è sudare sangue e linfa per l’elemosina di un salario. Mi ha fatto ripugnanza darmi alla prostituzione del lavoro. La mendicità è l’avvilimento, la negazione di ogni dignità. Il furto è la restituzione, la ripresa del possesso. Piuttosto che essere rinchiuso in un’officina come in un penitenziario, piuttosto che mendicare ciò cui avevo diritto, ho preferito rivoltarmi e combattere palmo a palmo i miei nemici facendo la guerra ai ricchi»

Jacob pagherà aspramente le sue scelte e dopo aver scontato la pena all’isola del Diavolo si ritirerà in un piccolo paesino sperduto nel centro della Francia, Reuilly. Qui avrebbe potuto trascorrere la sua vecchiaia nell’anonimato più assoluto, lontano da tutto ciò che lo legava al passato.

Ma la sua fama ben presto lo raggiunse, la piccola comunità di Reuilly scoprì chi fosse in realtà Jacob. Fu in questo posto sconosciuto che il legame identitario tra Jacob e Lupin fu suggellato definitivamente dal Signor Nerrand, il dirigente dell’ufficio turistico, il quale fece scrivere sulla tomba di Jacob: Alexandre Marius  Jacob peut etre Arsene Lupin. Nella nostra storia è proprio Arsene Lupin che nei panni di un improvvisato investigatore, mosso dalla sfida lanciata da un ladro sconosciuto, decide di seguire gli indizi fino a scoprire la verità su se stesso.

Note biografiche

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ANTONIO LOVASCIO Laureato in Lettere Moderne svolge la professione di attore, regista e drammaturgo. Si è formato e ha lavorato con diversi artisti tra i quali Dario Fo, Franca Rame, Lino Capolicchio, Saverio Marconi, Giorgio Barberio Corsetti, Francesco Niccolini, Massimiliano Civica, Eugenio Allegri, Roberto Bacci, Dacia Maraini.  Tra i testi da lui scritti e messi in scena figurano “Viva Falcone” con patrocinio della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e “Ettore Majorana – la particella fantasma” con patrocinio del CNR. Nel 2007 ha vinto il premio nazionale di drammaturgia TORNEO APPLAUSI con il testo “Immi-Grati?”. La Provincia di Ancona gli ha conferito il CAVALIERATO GIOVANILE migliori talenti under 35, sezione spettacolo.  Nel 2015 ha vinto il premio nazionale di drammaturgia La Riviera dei Monologhi, con il testo “Alda Merini – i beati anni dell’innocenza”. Le sue note di regia per lo spettacolo “Viva l’Italia” di Dacia Maraini sono inserite nella nuova pubblicazione del testo teatrale edita da Giulio Perrone Editore. Edizione e spettacolo sono stati presentati al Salone internazionale del Libro di Torino 2012 e 2013. La regia di Antonio Lovascio per “Viva l’Italia” è citata nel libro “Il Sogno del Teatro” di Dacia Maraini e Eugenio Murrali, ed. Rizzoli. E’ fondatore del Teatro Valmisa e della Rassegna Pigmenti. Ha scritto il testo teatrale Aspettando Turturro, un progetto che ha ottenuto il consenso dell’attore John Turturro e che prevede la sua partecipazione nella messinscena.

 

FRANCK PROVVEDI Attore, regista, pedagogo, si è formato presso l’accademia francese «La Scene Sur Saone» di Lyon, con Laurent Frechuret, Salvadora Parras, Jean-Pierre Bacri, si specializza sul clown e le maschere con Harry Holtzmann e Heinzy Lorenzen (FootsBarn Theatre / Jacques Lecoq). Ha lavorato con Dario Fo, Motus, Christian Taponard, Salvadora Parras, recita al cinema accanto a Catherine Deneuve, lavorando per Chabrol, Téchiné e Gael Morel. Molto legato al mondo sciamanico del Perù dove sente parlare per la prima volta di Jodorowsky lo conosce poco dopo a Parigi e inizia lo studio dei tarocchi per poi mettere in scena Opera Panica con il gruppo della Perla Nera. Da allora vede la sua arte come un’arte che deve curare. Crea stage e spettacoli di cui alcuni non si ripetono (Effimeri Panici) e che permettono a ciascuno di lasciare esprimere la propria persona.